Spettacolo teatrale

“7 PAIA DI SCARPE DA DONNA

“Le scarpe sono tolleranti, ci fotografano ma non giudicano. Ci danno sempre un’altra possibilità: un attimo prima è tacco spillo, subito dopo è già ciabatta di pelo.”

Dal taglio ironico, lo spettacolo 7 PAIA DI SCARPE DA DONNA, racconta di donne che, in silenzio, ogni giorno, nella condizione in cui la vita le ha messe, venendo a patti con l’impressione che la festa sia altrove, costruiscono, tengono insieme, servono e proteggono. Sempre flirtando con l’impressione di rimanere indietro, compiono un’opera grandiosa. Perché la donna la vita ce l’ha dentro, anche quelle che non hanno mai partorito. Sono fatte così, veri eroi del nostro tempo.

Lo spettacolo utilizza un linguaggio in bilico tra il serio e l’ironico: la voce narrante è quella di una donna, proprietaria di un negozio di scarpe, che in metropolitana, sentendosi a disagio in mezzo alla folla, abbassa lo sguardo e osserva le scarpe dei passeggeri.

È da queste scarpe che risale a 7 diverse figure femminili immaginandosi la loro storia, la loro vita, la loro quotidianità.

Scheda di presentazione

Spettacolo teatrale

“SETTE PAIA DI SCARPE DA DONNA”

di e con VALERIA DUCATO

LocandinaQuello che le donne non dicono… lo dicono le scarpe.
Da ginnastica, sabot, ballerine, tacchi 12 e sandali con la zeppa, decolté bizzarre come quelle della Barbie e calze antiscivolo, stivali e stivaletti.
Scarpe alte, basse, comode, scomode ma splendide.

Le scarpe ci coccolano e ci gratificano.
Parlano per noi quando non vogliamo dire tutto.
Dicono chi siamo.
In quel momento.
Fateci caso…
Un attimo prima tacco a spillo, subito dopo è già ciabatta di pelo.
Sette paia di scarpe da donna per raccontare femminilità diverse.

“Quando sono troppo stanca o troppo tesa mi si affila il profilo e s’induriscono i lineamenti.
Tendo ad assomigliare a un incrocio tra una scheggia di ossidiana e una nobile prozia decaduta: arcigna e inespressiva.”

Storie di donne che hanno perso e di altre che, invece, non hanno neanche giocato.

“Quello era il suo posto. Non le importava se era un po’ sgualcito e ancora caldo, quel posto era il suo. Occupato da un’altra solo per un errore.“

Storie di ragazze madri, troppo ragazze per essere madri.

“…ma il trucco finiva con una netta linea di demarcazione sull’ovale del viso, come se il collo non fosse più il suo o come se, solo in viso, lei si potesse ancora permettere di esprimere la sua femminilità.”

Donne attratte solo da uomini… sbagliati.

“Così bisogna fare con questo tipo di uomini altro che riempire la vasca di Haagen Dasz e morire soffocate dal Macadamia Nut Brittle.”

Altre che fanno confusione tra i piaceri del sesso e quelli del cibo.

“Ho fame…
Voglio …un uovo
Ma non un uovo qualsiasi, voglio l’uovo ideale… l’uovo della mia vita,
Lo voglio sodo… o in camicia, solo camicia però…
o strapazzato…anzi poi ci penso io a strapazzarlo…”

Donne che sono rimaste troppo sole in una vita che ha viaggiato in fretta.
Altre che portano con umorismo i segni di una malattia e, per amore, sanno sperare …

“E invece mi ritrovo con la stessa irresistibile verve di una polpetta vegana.”

Siamo mogli, madri, amiche, figlie, sorelle, nonne, maestre.
Se imparerai a riconoscerci ci troverai attorno a te, concentrate a ricostruire su terreni bruciati, su pelli scottate da poco, su dolori segreti, su umiliazioni disegnate dalla storia.
Tutte madri; alcune senza mai esserlo diventate.
All’inseguimento di quel soffio vitale che genera e rigenera, ripara e ricostruisce.
Ma sempre dolcemente e docilmente incollate alla vita.

Annunci